Il controtelaio è la partenza del sistema finestra di qualità.

Approfondimenti

Il controtelaio è l’elemento di connessione tra la muratura e il montante infisso, identificato con il termine di “nodo primario”. A differenza dei nostri vicini Tedeschi che montano direttamente l’infisso dopo la realizzazione della muratura, noi Italiani ci preoccupiamo di inserire il controtelaio per evitare che il serramento si danneggi o si sporchi, trascurando le conseguenze di dispersione causata da scelte sbagliate.
I controtelai generalmente usati sono realizzati su tre lati di legno massello o ancora peggio in lamiera o alluminio, conseguente pericolo di ponte termico, dispersione di calore e formazione di muffe e condense.
Per non cadere nei difetti descritti è necessario fare attenzione a:
Scelta materiale
Geometria della soluzione
posa in opera
I controtelai di nuova generazione sono rigorosamente a quattro lati, con quell’inferiore composto di profilo a taglio termico che garantisce una maggior rigidità della struttura, generalmente realizzato con schiume poliuretaniche o profili estrusi in PVC sigillato all’interno con pellicola freno vapore.

Per quanto riguarda gli altri tre lati, la forma consigliata a L composta di montanti in OSB o lamellare, spalla in microlammellare o PVC oppure completamente in thermovinile.
Vietato il classico fissaggio con zanche e sigillatura con malta cementizia causa di fessure che compromettono le proprietà di tenuta all’aria e rumore. La posa in opera corretta deve essere realizzata tramite fissaggio meccanico e sigillatura con schiuma elastica.
Per evitare le cavillature tra la muratura intonacata e controtelaio, si consiglia l’uso di profili porta intonaco o rasatura cappotto adesivi e completi di materassino con funzione freno vapore (lato interno) o traspirante (lato esterno).

 

Fonte: Andrea Biagioni CasaBassoConsumo