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Approfondimenti

Raffrescare con il tetto verde

Il tetto verde è oggi una nuova tendenza del verde urbano: riqualificare terrazzi per utilizzarli come orto, luogo d’incontro e di relax.  Certo, l’idea è molto antica, basti pensare ai giardini pensili di Babilonia…Ma oggi, riqualificare i terrazzi adibendoli a “tetto verde” presenta innegabili vantaggi dal punto di vista energetico.

1. Innanzitutto, un tetto verde consente di risparmiare circa il 25% dei costi di energia legati al condizionamento estivo (ma contribuisce anche al riscaldamento invernale grazie alla sua resistenza termica).

2. Secondo riduce gli effetti delle “isole di calore”, il fenomeno che determina un microclima più caldo all’interno delle aree urbane cittadine, rispetto alle circostanti zone periferiche e rurali.

3. Terzo migliora le caratteristiche acustiche della copertura, poiché il substrato assorbe onde a basse frequenze e la vegetazione onde ad alte frequenze.

4. Svolge la funzione di volano idraulico controllando il deflusso dell’acqua piovana.
5. Filtra l’acqua piovana inquinata.
6. Protegge il manto impermeabile e ne prolunga la durata (agenti atmosferici, radiazioni solari, escursioni termiche).

Esistono due soluzioni per realizzare un tetto verde: “Intensivo” e “estensivo”.

La differenza è che, il primo è caratterizzato da un maggior spessore e richiede una profondità minima del terreno di almeno 30 cm contro i 5-12 del secondo.

La scelta dipende dalle caratteristiche di portata del vostro terrazzo, nella maggioranza dei casi la soluzione più adatta per la riqualificazione di un balcone è il “tetto verde estensivo” con un carico medio di 70-200 kg con un substrato adatto (sconsigliato l’uso di terreno vegetale di peso maggiore, scarsa capacità drenante e caratteristiche agronomiche).

CasaBassoConsumo vi consiglia un’efficiente stratigrafia, che dovrà essere valutata in funzione delle caratteristiche e della resistenza del vostro terrazzo:

1. Guaina fissaggio isolante con funzione di barriera al vapore (Si tratta di un particolare adesivo termoplastico hot melt che si scioglie rapidamente con il calore della fiamma e che aderisce tenacemente sui pannelli isolanti che vi vengono pressati sopra);

2. Isolamento termico in poliuretano con caratteristica di resistenza all’applicazione di guaina a fiamma;
3. 
Guaina elastoplastomerica

con armatura composita in "tessuto non tessuto" di poliestere da filo continuo Spunbond imputrescibile per un’impermeabilizzazione durevole ed elastica;

4. 
Guaina antiradice, membrana resistente alle azioni aggressive delle radici applicato come ultimo strato;
5. 
Telo drenante
con funzione di protezione, drenaggio e accumulo idrico;
6. Substrato colturale composto di più elementi di origine organica e inorganica che rispondano a un’ottimale combinazione per il nutrimento e la crescita del verde.

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Fonte: Andrea Biagioni CasaBassoConsumo.eu